RUBINI OROLOGIO: QUANTI SONO ALL’INTERNO DEL MOVIMENTO MECCANICO

ingranaggi orologio

 

I rubini sono una delle componenti principali di un movimento meccanico: in alcuni modelli è possibile leggere la denominazione inglese jewels (che significa gioielli), mentre noi in Italia utilizziamo direttamente il nome del materiale tradizionalmente impiegato per la loro composizione. In epoca antica, infatti, si sceglievano veri e propri frammenti di rubini, presenti in quantità differenti a seconda delle caratteristiche dell’orologio e della casa produttrice.

Come ci spiega anche Wikipedia, i rubini sono la più nobile varietà monocristallina dell’ossido di alluminio, e tra le loro caratteristiche principali ci sono la resistenza e un aspetto molto peculiare: la loro superficie è liscia, e questo ha consentito anche in epoca antica di attutire l’attrito tra i componenti del movimento. Oggi, in realtà, all’interno degli orologi si utilizzano per lo più materiali sintetici, ma il nome classico è comunque rimasto.

In generale, i rubini sono contenuti in un movimento in quantità variabile, ma non è solo il numero a definire la complessità del movimento, quanto piuttosto gli aspetti di forma e finitura. Quando nelle nostre recensioni facciamo riferimento al numero di rubini (come i 21 che sono presenti nel Seiko 7S26) vogliamo sottolineare e far comprendere la “preziosità”, in senso quasi letterale, del movimento meccanico.

Ma a che servono in concreto i rubini in un orologio? Abbiamo dato qualche spiegazione generica, mentre in termini pratici le pietre assicurano la rotazione dei pignoni: bisogna infatti considerare che nel punto di fulcro della molla di carica sono presenti dei perni che si muovono costantemente. Senza i rubini, che sfruttano anche un sistema di lubrificazione costante, l’attrito tra l’acciaio delle ruote e quello delle viti del movimento rischierebbe di logorare le componenti.