In un orologio meccanico, dunque, l’energia per il movimento degli ingranaggi è fornita dall’avvolgimento di una molla di carica. A oggi, le maison orologiere hanno inventato diverse tipologie di molle, e tra le più famose c’è la Parachrom blu realizzata da Rolex.

La molla di carica permette all’orologio di funzionare, perché si avvolgendosi e quindi comprimendosi, rilascia energia cinetica che permette il movimento degli ingranaggi. Nei modelli più diffusi, spesso montati negli orologi giapponesi, la molla di un movimento meccanico completamente carica, riesce in media a mantenere l’ora esatta per un minimo di 40 ore. Altri modelli più innovativi riescono a mantenere invece una carica anche per più tempo.

Di orologi meccanici da polso ne esistono di diverse varietà, ciascuna come detto caratterizzata dalle sue articolazioni e dai suoi automatismi. Ad esempio, molto in voga sono i modelli automatici meccanici, che permettono l’attivazione della molla nel momento in cui il polso si muove, in modo da fornire all’orologio la giusta carica di energia per funzionare.

Altri modelli, invece, hanno un movimento meccanico manuale: questo prevede, come si intuisce dal nome, che la ricarica avvenga in maniera manuale (carica a molla), attraverso l’apposita corona che consente e regola il movimento meccanico dell’orologio. Infatti, quando si carica manualmente l’orologio la molla viene tirata il più possibile, per garantire appunto il funzionamento del segnatempo per tutto il giorno.

caratteristiche del movimento meccanico

Il movimento meccanico, dunque, funziona grazie ad una decina di viti differenti, che su muovono tra circa 40 microelementi differenti come ruote, rubini, piatti e bilancieri. Tutte queste parti lavorano in sincronia per garantire il funzionamento dell’orologio e soprattutto offrire un movimento preciso.

L’elemento che forse è il più importante di ogni movimento meccanico e che caratterizza questo sistema, rappresentandone per così dire il cuore, sono i rubini.